Dietro ogni scaglia di tartufo che impreziosisce i vostri piatti non c'è solo un cercatore esperto, ma soprattutto un naso infallibile e quattro zampe instancabili. Se il tartufo è il re della tavola, il cane da tartufo è il vero cavaliere che lo scova tra le radici dei boschi siciliani.
In Sicilia, la cerca del tartufo è un rito antico, fatto di silenzio, complicità e un legame indissolubile tra uomo e animale. Ma come nasce un cane da tartufo e qual è la razza che meglio si adatta al nostro territorio?
Il Lagotto Romagnolo: Il Fuoriclasse
Il Lagotto Romagnolo rappresenta una delle eccellenze della tradizione cinofilia italiana. Originario delle zone della Romagna, questo cane si è distinto nel tempo fino a diventare l'unico cane al mondo selezionato specificamente per la ricerca del tartufo.
Utilizzato inizialmente come cane da riporto in acqua, il Lagotto ha subito una profonda trasformazione quando vennero bonificate le paludi del Delta del Po. Il successo del Lagotto romagnolo nella ricerca del tartufo è dovuto a una combinazione di fattori:
- Olfatto eccezionale, tra i più sviluppati nel mondo canino
- Profonda concentrazione, non si lascia distrarre dalle tracce di selvaggina: per lui esiste solo l'obiettivo finale, il tartufo
- Facile addestrabilità e collaborazione, creano un profondo rapporto con il proprio tartufaio
- Resistenza fisica, utili per affrontare tutti i tipi di terreno
Negli ultimi decenni, la cultura del tartufo si è diffusa in tutto il Sud Italia e in particolar modo in Sicilia. La nostra regione ha dimostrato di possedere territori adatti alla crescita di diverse varietà di tartufo, soprattutto nelle zone montane e boschive dei Nebrodi, Madonie e dell'Etna.
Ad oggi, grazie alla sua adattabilità climatica e alla sua versatilità, sempre più cavatori siciliani scelgono come proprio compagno il Lagotto Romagnolo. Ruolo importante in questa scelta è dato dagli allevamenti come il nostro. La nostra passione inizia nel 2014 e ad oggi, grazie alla selezione mirata che consolida determinate caratteristiche, i Lagotti che alleviamo presentano le perfette condizioni per la ricerca del tartufo in Sicilia.
Come funziona l'addestramento?
Pur presentando una predisposizione naturale alla ricerca del tartufo, è importante che il suo addestramento inizi fin da cucciolo. Questa capacità va sviluppata gradualmente, in maniera costante. Si inizia con un addestramento basato sul gioco fino a trasformarlo in un'attività precisa e controllata. Ma analizziamo meglio le varie fasi della ricerca:
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Inizio Precoce: il Cucciolo (1-3 mesi)
In questa prima fase, il tartufo viene presentato sotto forma di gioco utilizzando degli oggetti e introducendolo nella sua alimentazione. In questa fase è fondamentale non forzare mai il cane, utilizzare sempre il rinforzo positivo (tramite cibo e carezze) e rendere tutto divertente. Il cane dovrà associare il tartufo a qualcosa di positivo. -
Prime ricerche controllate (4-6 mesi)
Successivamente, si può passare ad esercizi più strutturati. Si inizia nascondendo un tartufo ( ma si può utilizzare anche un oggetto impregnato dell'odore) in casa o nel giardino. Molto importante modulare la difficoltà nella ricerca, man mano i nascondigli potranno essere meno visibili. E' in questa fase che si può introdurre il comando vocale, come per esempio "Cerca" o "Dov'è?". -
Simulazione della cerca nel terreno
Si passa, infine, alla ricerca nella terra simulando condizioni reali. Si sotterrano piccoli pezzi di tartufo e si porta il cane a cercarli in ambiente naturale. Qui si insegna a segnalare il tartufo senza scavare eccessivamente. Questo è un passaggio fondamentale, il cane deve indicare il punto senza rovinare il tartufo. -
Uscite in ambiente reale
Quando il cane è pronto, si inizia nei boschi. Meglio cominciare in zone semplici e poco dispersive. Le sessioni dovranno essere brevi per evitare la stanchezza; la ricerca deve essere sempre un'esperienza positiva.
Proseguendo con le ricerche, il cane acquisisce sempre più esperienza. In questo modo, si migliora la precisione nella segnalazione, l'autonomia nella cerca e la capacità di lavorare in diversi terreni e condizioni climatiche.
E' fondamentale capire che ogni cane ha i suoi tempi e che la buona riuscita di un addestramento passa dalla relazione che il conduttore ha con il cane. Evitate il più possibile le punizioni e allenate il cane con costanza e pazienza.
Conclusione
Il Lagotto Romagnolo non è solo un cane da lavoro, ma un simbolo della tradizione italiana legata al tartufo. La sua diffusione in Sicilia testimonia come una razza possa adattarsi a nuovi contesti, mantenendo intatte le proprie straordinarie capacità. Rappresenta un partner indispensabile, contribuendo allo sviluppo di una filiera locale ancora giovane ma in crescita.
Dal Bosco alla tua Tavola
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Lo sapevi? Un cane ben addestrato può sentire l'odore di un tartufo maturo anche a diversi metri di distanza e a decine di centimetri di profondità!
Sostieni la tradizione della cerca naturale e rispettosa dell'ambiente. Ogni nostra referenza nasce dall'amore per la terra e per i suoi instancabili custodi a quattro zampe. Per altre informazioni riguardo i Lagotti, potete contattarci tramite lo spazio dedicato.